Revisioni Camion protesta ispettori

L’associazione di categoria scrive alla Commissione del Senato per denunciare la proroga che permette l’impiego di ex funzionari della Motorizzazione Civile in pensione nelle revisioni dei veicoli pesanti, a scapito di migliaia di giovani professionisti autonomi già formati e abilitati dal Ministero.

Il tema delle revisioni dei veicoli industriali torna al centro del confronto istituzionale. L’associazione di categoria degli ispettori di revisione dei veicoli industriali ha infatti inviato una comunicazione ai membri della Prima Commissione permanente del Senato per esprimere la propria contrarietà alla proroga dell’impiego di ex funzionari della Motorizzazione Civile ormai in pensione.

La questione riguarda alcune disposizioni contenute nel decreto legge n. 202/2024, il cosiddetto Milleproroghe, attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge. Secondo l’associazione di categoria, alcune proposte emendative consentirebbero di continuare a utilizzare personale in quiescenza – in alcuni casi ultrasettantenne – nelle attività di revisione dei veicoli pesanti, nonostante la presenza di numerosi professionisti esterni già formati e abilitati dal Ministero.
Gli ispettori hanno manifestato la propria posizione con una mail indirizzata ai componenti della Commissione, seguita poi da numerose lettere di protesta. Nel documento ricordano come il ricorso agli ex funzionari della Motorizzazione fosse stato introdotto in via temporanea durante l’emergenza pandemica, quando mancavano ispettori esterni disponibili.

La misura era nata per affrontare una situazione eccezionale legata al Covid. «Oggi però quell’emergenza è superata e il contesto è completamente cambiato» spiega l’associazione.
Secondo i rappresentanti della categoria, infatti, nel frattempo sono stati formati e abilitati migliaia di ispettori esterni pronti a svolgere l’attività. «In questa fase – sottolineano – continuare ad affidare le revisioni a personale già in pensione non appare coerente con un criterio di buon senso».
L’associazione evidenzia inoltre che molti giovani professionisti hanno investito tempo e risorse economiche per intraprendere questo percorso lavorativo: hanno sostenuto costi di formazione, avviato l’attività e costruito un progetto professionale, ma in molti casi sono rimasti inattivi proprio a causa del ricorso ai pensionati.

Da qui la domanda posta dagli ispettori: «Per quale ragione dovrebbero essere impiegate persone ormai in quiescenza quando esistono ispettori esterni già abilitati dal Ministero, che hanno seguito percorsi formativi complessi e costosi, aperto partita IVA, sottoscritto polizze assicurative obbligatorie e rinunciato ad altre opportunità lavorative?».

Nel documento l’associazione richiama anche l’attenzione sulle condizioni concrete in cui si svolgono le operazioni di revisione dei mezzi pesanti. «Si tratta di un’attività impegnativa, che comporta spostamenti anche superiori ai 150 chilometri e che spesso si svolge all’aperto, esposti al freddo, alla pioggia o al caldo intenso».
«Le verifiche – prosegue la nota – avvengono per lo più in officine industriali, contesti in cui è necessario mantenere elevata l’attenzione sulla sicurezza personale. I turni possono arrivare fino a dodici ore consecutive e il numero di veicoli da controllare è spesso molto elevato».

Secondo l’associazione, a queste difficoltà si aggiunge anche la necessità di un costante aggiornamento professionale. «I mezzi pesanti e le attrezzature utilizzate per i controlli sono in continua evoluzione dal punto di vista tecnologico e normativo», spiegano gli ispettori. «Per questo è fondamentale valorizzare professionisti formati secondo i più recenti standard».
Alla luce di queste considerazioni, l’organizzazione auspica che gli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe (A.S. 1337) – in particolare quelli che prevedono l’estensione dell’utilizzo degli ex funzionari della Motorizzazione Civile – non vengano approvati.

Gli ispettori concludono la loro comunicazione auspicando di poter operare “come i colleghi in tutta Europa”, lasciando agli ex dipendenti della Motorizzazione Civile la possibilità di godersi la meritata pensione, mentre le nuove generazioni prendono il loro posto.